Psicoposta. Consigli psicomagici per la cura dell'anima di Alejandro Jodorowsky
Passaparola
Il passaparola sul libro Psicoposta Dissacrante, spesso disturbante, e certamente non ortodosso (da nessun punto di vista), Psicoposta è uno specchio del suo autore, ed è un libro perfetto per questo inizio di XXI Secolo. Chi non ha problemi sentimentali, affettivi, relazionali che vorrebbe capire attraverso un dialogo e poi superare con un gesto o un rito? Le analisi costano e durano. Meglio lo sciamano... In questa raccolta, le lettere allo psicomago Jodorowsky descrivono situazioni allo stesso tempo personali e universali e le sue risposte propongono soluzioni simboliche ma reali per ogni dilemma dell'anima. Per Jodorowsky «La verità non è in fondo al cammino ma è la somma delle azioni che si fanno per conquistarla». Nessuna verità rivelata perciò. Solo qualche indicazione sulla direzione e qualche proposta di atti simbolici da fare lungo la strada. Brevi e intensi, questi racconti/domande e queste riflessioni/risposte sono letture che si consumano in pochi minuti e lasciano un segno duraturo. Noi zzubbers ci concentreremo su questo: far sapere in giro quello che pensiamo di questo libro che è in uscita ma che noi abbiamo avuto in anteprima. Lo faremo sapere ai tanti e troppi cui può riuscire disturbante o utile, che poi è la stessa cosa... Molti saranno d'accordo con noi nell'affermare che è un libro diverso, intimo, assoluto, e per questo da non perdere. E se pure non si tratta di un libro per tutti, certamente può essere una scoperta per molti. A chi suggerire Psicoposta ? Questo libro sarà un piacere particolare per chi è affascinato da come siamo fatti dentro e da come funzionano o non funzionano le nostre emozioni. E' un libro per gli inquieti, per i curiosi avidi di cose nuove, per chi affronta la vita con profondità e leggerezza in ugual misura, sotto il segno dell'immaginazione più che del ragionamento. Leggendolo, ascoltandolo, vedendo le interviste e alcune scene dei film del suo autore, sarà spontaneo per voi pensare a tutti quegli amici e conoscenti che da un libro così possono trarre utili riflessioni e fecondo disturbo, e in un libro così riescono a trovare il piacere di alternative: persone interessanti e interessate da coinvolgere in questo inusuale e collettivo trip psicomagico. Quando e dove parlare di Psicoposta? Come sempre, è importante che il momento e il luogo siano ben scelti: lo zzub deve essere sempre un atto spontaneo, e in questo caso perfino psicomagico. Per l'offline, ci viene in mente: il tragitto casa-università -ufficio-casa con l'amica o l'amico, la pausa pranzo con i colleghi, il momento di confidenza prima o dopo la lezione di yoga o tae kwon do, la cena con i partner o i coinquilini, prima o dopo un film al cinema o una partita, tornando a casa dopo una serata fuori o qualunque altro momento di tempo libero dai pensieri e dal lavoro. Per l'online: in chat o via email, ad amici e conoscenti che dedicano tempo alla lettura e alla ricerca di e su sè stessi, su forum in cui si discute di sentimenti, affetti, relazioni, e soprattutto sui vostri blog se l'argomento vi tocca e vi ispira. Come? Anche questa volta sarete voi a farci scoprire i segreti dello ZZUB. Noi nel frattempo facciamo delle ipotesi che prevedono un tocco di psicomagia: Qui accanto avete il libro intero in pdf. Potete leggerlo quante volte volete, impararne a memoria un brano e decantarlo al/alla fortunato/a con accompagnamento musicale, o stamparne una copia e regalarne una pagina (una pagina, non tutto il libro!) ad ogni incontro che vi sembra significativo, oppurepotete pubblicarne un estratto sul blog o il forum che preferite premiando con una copia intera (ma questo è un caso eccezionale) e molta gloria chi ne riconosce stile e così via. In sintesi: siete liberi di essere creativi almeno quanto Jodorowsky. Tutto però sempre nel rispetto dell'autore, per cui senza riprodurre il libro intero! Feedback Che feedback potete darci in questo caso? Prima di tutto, tutto quello che pensate di campagne di questo tipo, ovvero che riguardano libri. E poi, potete farci sapere: che reazioni vi ha provocato ricevere questo invito, che pensieri vi ha stimolato approfondire la conoscenza di questo argomento, che emozioni vi ha suscitato l'idea di affrontare con i vostri amici un tema come quello della psicomagia. Per ogni campagna è previsto un solo feedback, che può far guadagnare da 5 a 10 punti, ma poi si prosegue con i report. Report I report sono la conclusione fondamentale di un'azione di passaparola, e il momento centrale dell'attività di uno zzubber: sono utili e necessari per farci capire come sono andate le cose e per farlo sapere a chi ha lanciato l'iniziativa. Lo schema è più o meno questo: si tratta di raccontare a chi, quando, come è stato fatto il passaparola, e che reazioni ha suscitato. Il focus è sull'azione di passaparola e sull'oggetto del passaparola, per cui in questo caso ci interessa leggere dei vs dialoghi o scambi con i vs contatti (offline o online) a proposito del libro Psicoposta. E se poi aggiungete anche le vostre riflessioni finali vi siete conquistati la lode! Per ogni campagna si possono fare più report, uno per ogni passaparola. Ogni report può far guadagnare un punteggio da 5 a 15, e tutto dipende dall'efficacia dell'azione svolta e dalla ricchezza di dettagli forniti. P.S. Per partecipare ad una campagna con successo è necessario compilare almeno un feedback e/o un report. In caso contrario, saranno scalati dal karma/punteggio complessivo i 5 punti esperienza acquisiti con l'iscrizione.
Psicoposta
Avete mai sentito parlare di psicomagia? Qualcuno di voi probabilmente si, molti ancora no. E' una metodologia di riscoperta delle potenzialità umane, una forma di psicoterapia sui generis basata sul pensiero, l'estetica e la performance surrealista. Ed è una delle tante creazioni del geniale Alejandro Jodorowsky, quella che più di tutte l'ha reso famoso nel mondo. E ora anche in Italia. Dal marzo 2006 Alejandro Jodorowsky scrive su XL, il magazine mensile de la Repubblica, una curiosa rubrica dal titolo La Psicoposta, in cui propone soluzioni sempre originali ai problemi (in genere affettivi) dei lettori che gli scrivono. "Psicoposta. Consigli psicomagici per la cura dell'anima" è ora il titolo della raccolta di queste sue corrispondenze 'psicomagiche' con i lettori di XL. Il volume esce per i tipi di Castelvecchi nelle prossime settimane, ma voi zzubbers potete scaricarlo subito, potete leggerlo prima di tutti e parlarne in giro per primi. Magari poi potete anche usare o far usare qualcuna di quelle soluzioni ad amici, amiche, rivali e nemici. Lo stile è quello noto, solenne e spiazzante, sempre ironico anche quando si prende sul serio: Jodorowsky prima fa la diagnosi precisa del male che affligge il suo paziente, poi suggerisce la 'terapia' e scatena il suo repertorio più imprevedibile di immagini, gesti, provocazioni e micro-viaggi avventurosi. In questo modo restituisce all'esplorazione dell'inconscio la sua dimensione sciamanica, troppo spesso dimenticata dai suoi burocratici professionisti ufficiali... Sempre serio, e serissimo soprattutto quando è provocatorio e spiritoso, rimane maestro di trasformazioni per le nostre vite.
Psicoposta
Avete mai sentito parlare di psicomagia? Qualcuno di voi probabilmente si, molti ancora no. E' una metodologia di riscoperta delle potenzialità umane, una forma di psicoterapia sui generis basata sul pensiero, l'estetica e la performance surrealista. Ed è una delle tante creazioni del geniale Alejandro Jodorowsky, quella che più di tutte l'ha reso famoso nel mondo. E ora anche in Italia. Dal marzo 2006 Alejandro Jodorowsky scrive su XL, il magazine mensile de la Repubblica, una curiosa rubrica dal titolo La Psicoposta, in cui propone soluzioni sempre originali ai problemi (in genere affettivi) dei lettori che gli scrivono. "Psicoposta. Consigli psicomagici per la cura dell'anima" è ora il titolo della raccolta di queste sue corrispondenze 'psicomagiche' con i lettori di XL. Il volume esce per i tipi di Castelvecchi nelle prossime settimane, ma voi zzubbers potete scaricarlo subito, potete leggerlo prima di tutti e parlarne in giro per primi. Magari poi potete anche usare o far usare qualcuna di quelle soluzioni ad amici, amiche, rivali e nemici. Lo stile è quello noto, solenne e spiazzante, sempre ironico anche quando si prende sul serio: Jodorowsky prima fa la diagnosi precisa del male che affligge il suo paziente, poi suggerisce la 'terapia' e scatena il suo repertorio più imprevedibile di immagini, gesti, provocazioni e micro-viaggi avventurosi. In questo modo restituisce all'esplorazione dell'inconscio la sua dimensione sciamanica, troppo spesso dimenticata dai suoi burocratici professionisti ufficiali... Sempre serio, e serissimo soprattutto quando è provocatorio e spiritoso, rimane maestro di trasformazioni per le nostre vite.
Esempi di atti psicomagici
Una persona parlava a Jodorowsky dei propri problemi economici, dicendogli che non aveva mai un soldo in tasca. Jodorowsky gli chiese semplicemente di incollare alle proprie scarpe due monete, in maniera tale che camminando si potesse sentire il tintinnio delle monete sulla strada. A un ragazzo, orfano del padre, la cui la figura, idealizzata e severa, continuava a inficiarne la vita, chiese di bruciare una foto del padre, gettando le ceneri in un bicchiere di vino, e quindi di berlo. Della psicomagia si è servito anche Vittorio Gassman. Negli ultimi anni di vita, soffrendo di depressione, si era rivolto a Jodorowsky perchè lo aiutasse. Jodorowsky gli propose questo gesto psicomagico: alla mezzanotte, Gassman sarebbe dovuto entrare nel cimitero dove era sepolto il padre, e sopra la sua tomba avrebbe dovuto sgozzare un gallo, versandosene poi il sangue sul proprio ventre. Gassman si rifiutò di compiere il gesto, dicendogli «Ma io non posso. Io sono Vittorio Gassman». Per Jodorowsky quella fu la vera natura della depressione dell'attore, il dover 'portare' un nome come un etichetta... (I testi della sezione Materiali sono basati sui comunicati forniti dall'editore e su una serie di fonti Web tra cui Wikipedia e Il Potere e l'Orgoglio... Il resto? E' frutto della nostra ispirazione :D) «La gente desidera smettere di soffrire ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sua adorate sofferenze.»
Materiali
Jodorowsky.Bio Psicomago e filosofo, mimo, attore e autore di teatro, regista cinematografico e sceneggiatore di fumetti, poeta nonché romanziere, Alejandro Jodorowsky è un personaggio poliedrico e incontenibile che nella sua vita ha sperimentato di tutto. Uno di quei personaggi che è impossibile rinchiudere in una 'scheda'. Nato nel 1929 in Cile da una famiglia ebrea di origine russa fuggita dalle persecuzioni in Ucraina, Alejandro Jodorowsky si rivela fin da piccolo un ragazzo intelligente e curioso, così almeno dice lui. Inizia a leggere a quattro anni e durante l'infanzia divora letteralmente i classici dell'avventura francesi. Nel 1942 si trasferisce a Santiago del Cile per studiare filosofia e psicologia all'università ma contemporaneamente inizia a lavorare come clown in un circo e impara a far recitare le marionette. Per seguire questa passione, a metà degli anni Cinquanta si trasferisce a Parigi, dove studia da mimo con Marcel Marceau e realizza Les tàtes interverties, il suo primo esperimento da regista, ormai andato perduto. Insieme ad alcuni amici, appassionati come lui di spiritualità e magia, nel 1962 dà vita al Movimento Panico, in omaggio al dio Pan. Panico è l'ordine del nostro universo che, in apparenza così prevedibile, è soggetto ad improvviso sgretolamento. Jodorowsky scrive: «la gente desidera smettere di soffrire, ma non è¨ disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sue adorate sofferenze.» Sull'onda della filosofia panica divora gli anni 60 vivendo tra Parigi e Città del Messico e lavorando soprattutto in teatro su testi di Ionesco, Beckett e Shakespeare. Nello stesso periodo comincia ad avvicinarsi anche al mondo dei fumetti, ma è il cinema a dargli il successo internazionale: il western metafisico El topo (1970) e il successivo La montagna sacra (1973), un viaggio spirituale alla ricerca dell'immortalità, diventano rapidamente film di culto in tutto il mondo. «Chiedo ai film ciò che la maggior parte dei nordamericani chiede alle droghe psichedeliche», è un'altra frase celebre di Jodorowsky regista. Il successo di queste due pellicole, girate in Messico, fa sì che al suo ritorno in Francia Jodorowsky si veda offrire la regia del primo adattamento cinematografico del romanzo Dune di Frank Herbert. Si lancia subito nell'avventura e cerca di coinvolgere nella produzione tutti i più grandi artisti di quegli anni: per le musiche pensa ai Pink Floyd, tra gli attori protagonisti vuole Salvador Dalì, tra gli scenografi e costumisti Moebius e H. R. Giger. Un progetto affascinante che naufraga per problemi di produzione e di budget. Rimane però in piedi l'amicizia nata con Moebius, geniale disegnatore francese. Dalla collaborazione tra i due nasce la seconda carriera di Jodorowsky, che diventa un affermato sceneggiatore di fumetti, area creativa piu’ anarchica in cui la sua fantasia è finalmente libera di esprimersi al di là dei rigidi condizionamenti delle produzioni cinematografiche. Dopo la storia Gli occhi del gatto, Jodorowsky e Moebius creano la saga de _L'Incal_, una delle più famose del fumetto mondiale, il cui successo porta Jodorowsky a scrivere molte nuove serie, sia derivate da quella originaria che completamente originali. Tra le tante, ricordiamo _Le avventure di Alef-Tau, Lama bianco, Prima de l'Incal, La casta dei Meta-Baroni, Juan Solo, Dopo l'Incal e le recenti I tecnopadri e I Borgia. Non ancora soddisfatto, Jodorowsky contemporaneamente inizia a scrivere romanzi, racconti e saggi in cui rende ancora più esplicito il messaggio del Movimento Panico e comincia anche a tenere vere e proprie lezioni sull'arte della psicomagia e sui tarocchi, che porta sempre con sè. Ma cosa intende esattamente Jodorowsky per Psicomagia? Jodorowsky e la Psicomagia Uno degli aspetti più affascinanti del personaggio Jodorowsky riguarda proprio la sua identità di psicoanalista sui generis, che ha elaborato un modo nuovo di entrare in contatto con l'inconscio: Jodorowsky è un'isola a sè, non si relaziona a correnti psicoanalitiche definite, e non a caso si definisce psicomago. L'idea che Jodorowsky ha della psicoterapia è quella di una terapia 'panica'. La terapia panica è «un modo, dirompente, per azzerare l'abitudine e aprire nuove porte verso una comprensione diversa dell'esistere. Perché essa funzioni, occorre crederci, e questo dogma è vero per ogni tipo di azione nel mondo.» Ed è proprio su questo aspetto "terapeutico" dell'opera di Jodorowsky che si concentra il libro Psicoposta. Alla base della sua Psicomagia c'è¨ il surrealismo, un linguaggio artistico che utilizza dei simboli inconsci, cioè simboli in grado di superare la barriera di censura logica della coscienza. Il surrealismo ha l'obiettivo di produrre una suggestione profonda e persistente in chi osserva l'opera. Jodosorwsky, grande ammiratore di André Breton, negli anni Sessanta entra in contatto con una guaritrice messicana, Paquita. Vede in lei un modo di agire analogo a quello surrealista. Vede che i metodi che Paquita utilizza per guarire i suoi "pazienti", non hanno nessun valore dal punto di vista della medicina canonica e tradizionale. Ma la forza di suggestione che possiedono è tale da portare spesso il "paziente" a reagire, a intraprendere egli stesso la strada per una guarigione, per ritrovare una forza positiva dentro di sé, oppure paradossalmente, per un'accettazione serena della malattia. Jodorowsky, profondamente affascinato da un metodo di cura così fittizio eppure così psicologicamente appagante e quindi "necessario" al benessere delle persone, elabora quindi una forma d'arte che abbia come fine la guarigione. E la chiama Psicomagia. Per mezzo di quello che chiama "gesto poetico", propone all'interlocutore un gesto da realizzare, in apparenza privo di logica, in realtà con un dirompente impatto emotivo, che lo porterà a vedere e percepire la propria realtà da un punto altro, diverso, e nuovo. L'interlocutore/paziente, realizzando il gesto proposto dallo psicomago, spezza la quotidianità delle proprie problematiche e del suo personale vissuto, per arrivare a una nuova percezione del problema. «Quando l'arte non è una medicina per la società, diventa un veleno.»
