Scheda della Leggenda
Chiome fluenti
DOVE: calabria, Reggio Calabira
Questa storia la raccontano le mamme calabresi alle figlie che non vogliono pettinarsi i capelli, a me la raccontò una volta mia nonna.
Nerina aveva solo una figlia, di nome Rosa, bella come il sole, con dei capelli fluenti e lunghi fin quasi ai piedi, color del grano
maturo. Bella la fanciulla, bellissimi i capelli e ... sempre più nervosa la madre. Perchè mai vi chiederete? è presto detto!! Nerina
che adorava la figlia e voleva per lei ogni bene possibile, tentava ogni mattina, da brava mamma qual'era, di pettinarla per farla
apparire sempre più bella e ordinata. Ogni mattina, invece, si trasformava in una vera e propria guerra. Da una pate Rosa che strepitava
difendendo i suoi capelli da ogni contatto con l'esterno; dall'altra Nerina che cercava invano di espugnare con pettine e spazzola il
cuoio capelluto della figlia. Presto i capelli di Rosa furono tempestati di pidocchi, a tal punto che nessuno poteva avvicinarsi alla
fanciulla senza correre il rischio di essere invaso da un bel pò di quegli antipatici parassiti. Indignati da questa situazione, i
compaesani, per quanto provassero una gran pena per Nerina, che si disperava giorno e notte per la triste sorte della figlia, decisero
di trascinare Rosa vicino al mare e di buttarvela dentro. Così fecero e così il paese fu liberato dall'incubo dei pidocchi. Tutti
contenti allora ??? Ma certo che no !! Rosa, caduta in acqua, urlava tantissimo e attirò con le sue grida l'attenzione di una sirena
che, avvicinatasi alla fanciulla bella e disperata, la prese sotto la sua protezione, volendo tenerla con sè per sempre (proprio per
l'eternità !!). La legò al fondo marino con una sottile catena d'oro al piede destro, vestita come una regina. Nerina non si rassegnava
e ogni sera la invocava vicino al mare chiamando il suo nome. Una sera la figlia affiorò sulle onde del mare e raccontò alla madre la
sua triste sorte di ricca prigioniera. Nerina cercò in ogni modo di liberare la figlia; alla fine pensò che facendo ubricare la sirena,
questa avrebbe potuto rivelare come spezzare la catena. Così una sera consiglia alla figlia di far bere alla sirena dei pregiati vini
della Sila. Rosa fece tutto come gli era stato detto e la sirena presto ebbra per il vino, gli rivelò come rompere la catena: sarebbe
bastato colpirla con una mazza di ferro di 100 quintali, fabbricata di venerdì da un fabbro nato a sua volta di venerdì. Nerina appreso
il segreto per liberare la figlia, si mise alla ricerca della mazza di ferro e riuscì a trovarla e liberare così la figlia, che da quel
giorno si pettinò sempre i capelli.
FONTE: mia nonna

