Scheda della Leggenda
come è nata la carta igienica
DOVE: Taranto, porto
La leggenda narra di un bel signorotto, che tutti chiamavano Nonno Luigi.
Nato dopo la prima guerra mondiale, cresce con il sogno del "lusso". Un lusso diverso da quello dei giorni nostri : niente soldi a volontà, niente banchetti con personaggi illustri, nessuna conoscenza con il re o simili.
Nasce in una famiglia di onesti lavoratori, la madre purtroppo quando lui non ha ancora 6 anni muore a causa di un male incurabile, lasciando al loro destino tre fratelli.
Il padre poco dopo incontra una donna molto gentile, dapprima con i suoi bambini e poi con lui. La sposa in seconde nozze. Una madre per i tre fratellini eccezionale. Li ama come suoi figli, li accudisce come suoi figli e quando loro la chiamano mamma il suo sorrise si illumina. A questi tre fratelli ne seguono altri 6. Insomma una famiglia allargata, considerando che parliamo degli anni 40' e che di certo la casa che avevano a disposizione non era una reggia, beh dovevano adattarsi a tutto!
Il piccolo Luigi, adorava giocare tra i viali del suo paesino e fare delle lunghissime camminate pensando al suo futuro e fantasticando sul suo mito Rodolfo Valentino.
Il sogno di un uomo povero, diventato poi osannato in tutto il monndo per il suo stile era quello che attirava più di tutto Luigi.
Sognava dei vestiti sempre puliti, dei cappelli dei pantaloni lungi e delle scarpe. Delle belle camicie ben piegate e fresche di bucato. Un letto solo per se e magari che fosse di gomma piuma e non imbottito di paglia. Una stanza per studiare e per imparare tutta per se, dei fogli sempre ordinati e unn calamaio sempre colmo di inchiostro. Insomma un lusso da anni 40'.
A quell'epoca le case erano fatte da massimo due camere, con il cortile pieno di terra e galline e polli. Lui dormiva con tutti i suoi fratelli maschi, aveva un solo paio di scarpe che ormai gli stava quasi stretto, un solo pantaloncino sia che fosse inverno che estate.
Ma la cosa che faceva sognare sempre di più Luigi era la camera da bagno.
Sua madre ne aveva una personale, lui invece doveva andare nel cortile ogni volta usare un recipiente ( che in dialetto si chiama "rzul") e dato che non c'era l'acqua corrente, c'era sempre a disposizione uno strofinaccio, un canovaccio.
Bhe quella camera da bagno era frequentata da tutti e l'odore non era dei più gradevoli per non pensare al canovaccio che di certo non era ripulito ogni giorno; ma solo una volta ogni dieci giorni.
All'età di 7 anni Luigi, animato dal suo mentore Rodolfo Valentino, o almeno ancora annebbiato dal suo stile, dopo una proiezione nel cinematografo, sui titoli di coda si alza in piedi e dice: io SARò IL NUOVO RODOLFO VALENTINO.
L'ilarità della sala non scalfì il suo coraggio.
Dal giorno dopo inizio ad evitare di rotolarsi nel fango, quando andava a giocare con i suoi amici rubava le scarpe a suo fratello più piccolo per evitare di rovinare le sue. A tavola non faceva colare nemmeno una goccia di minestra fuori dal piatto. L'orlo dei suoi pantaloni chiese alla madre di allungarlo di qualche centimentro per far notare la sua originalità. Conobbe durante il catechismo Raffaella, una ragazzina tutto pepe, da allora iniziò un lungo corteggiamento.
La sua cartella sempre in ordine, i suoi capelli sempre impomatati.
Il lusso lo aveva raggiunto praticamente dal niente.
Rimaneva sempre il problema dello strofinaccio della camera da bagno.
L'idea che ha rivoluzionato il mondo, si narra nasca da lui.
Amante dello studio e della lettura un giorno prese il suo righello e tagliò a quadratini dei vecchi giornali, che suo padre usava per fare il carbone per potersi riscaldare.
Prese un chiodo e lo conficcò nel muro e ci appese tutti questi quadretti tagliati dai quotidiani, il canovaccio usato da tutti per pulirsi dopo essere stati in bagno cessò si esistere. Però da vero vanitoso dopo un pò mostrò al mondo la sua invenzione e il resto è storia..... la storia di un nostrano Rodolfo Valentino che ha esportato la carta igienica.
FONTE: storia popolare

