Scheda della Leggenda
L’anello di San Cataldo
DOVE: Taranto, citta
Questa leggenda e' dedicata al Santo Patrono della città di Taranto, ovvero San Cataldo. Si racconta che fosse un vescovo irlandese che, di ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa, fece naufragio sulle coste ioniche perchè destinato a portare conforto e fede alle popolazioni tarantine duramente provate dalle invasioni dei pirati saraceni.
Sotto la sua guida spirituale la città ebbe una nuova rinascita e la fede crebbe con vigore, anche grazie ai numerosi miracoli ed alle tante prodigiose guarigioni operate dal Santo. Si racconta che un giorno San Cataldo fosse a bordo di una barca, sorpresa in mare ad una improvvisa e violenta tempesta; nel vedere le onde crescere momento per momento il suo equipaggio fu preso da terrore e lo pregarono di intercedere per loro salvezza. San Cataldo allora si sfilò il suo anello pastorale e lo gettò in mare, ottenendo così l’immediata scomparsa della bufera e in più, miracolo nel miracolo, nel punto dove l’anello si era immerso, l’acqua del mare non era salata, ma dolce e fresca come quella di un fiume di montagna!
Questo particolare punto del mare di Taranto viene chiamato proprio “Anello di San Cataldo”, in ricordo di quell’evento, ed è facilmente individuabile, per via della differente colorazione e movimento delle acque, anche ad un occhio poco esperto. Si tratta in verità, come è stato scoperto non molti anni fa, di un “citro”, ovvero dello sbocco in mare di uno dei tanti fiumi carsici che, partendo dagli altopiani della Murgia tarantina, corrono sotterranei sino al mare e che, a causa del continuo apporto di acqua dolce e fresca hanno reso i mari di Taranto ideali per la coltivazione delle cozze. Si tratta, insomma, di un fenomeno fisico molto chiaro ma a Taranto, sotto-sotto. Sono in tanti a sperare che sott’acqua, magari nascosto dalla sabbia, ci sia l’anello di San Cataldo che veglia sulla incolumità dei pescatori...

